La Dodicesima notte - ovvero il gioco dell'ambiguità -
di W. Shakespeare

 

Insegnate: Sandro Mabellini
Lunedì (nov/mar) - ore 19.30/23.30  inizio21 novembre
costo: € 660; costo in rate: 2 da € 360;
quota d'iscrizione: € 25
presentazione al pubblico: 1,2,3 aprile 2012
iscrizioni: chiuse


12notte1.jpgLa dodicesima notte è la commedia che Shakespeare scrisse tra il 1599 e il 1600. Tutto ha inizio con una tempesta che sovverte l'ordine delle cose e stravolge la vita degli uomini.
Il naufragio porta i protagonisti in Illiria, luogo che non ha tempo né spazio perché è ovunque e da sempre, proprio come in una fiaba.

Ci sono due gemelli, Viola e Sebastian, che si perdono e credono che sia l'altro a essere morto, e ci sono i conseguenti sviluppi: equivoci e doppi intrecci, naturalmente amorosi.
Il doppio, questa categoria teatral-letteraria che ha affascinato tutti, da Euripide a Plauto fino a Hoffmansthal e Pasolini, estrania e spiazza qualsiasi azione.

Nella nostra storia il doppio viene attuato con dei travestimenti: Viola che ama Orsino si spaccia per suo servo, perché vuole aiutare l'amato a conquistare Olivia che a sua volta non vuole saperne di innamorarsi. In questo modo Viola potrà stare vicino a Orsino e sperare che un giorno lui si innamori di lei.

Ma Olivia rimane affascinata da Viola e le cose si complicano di più anche perché Orsino si sente attratto da questo servo vestito da uomo ma dotato di modi gentili e spesso femminili (e a un tratto si ritrovano anche a svestirsi...).

Ho scelto di lavorare su questo testo perché permette di lavorare sull'ambiguità dei personaggi; nella dimostrazione finale del lavoro probabilmente tutti gli attori - siano essi uomini o donne - saranno vestiti da uomini.
Il femminile ed il maschile verranno fuori in modi del tutto inaspettati.
Sarà una rappresentazione di parole, corpi e di voci dati in pasto agli spettatori; una specie di opera post-brecthiana su tematica dell'oggi.

 

Sandro Mabellini



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