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Locandina
Latte+

Teatri Possibili Esperimenti
LATTE +


da una riscrittura originale di Raffaella Fontana

Regia di Andrea Lisco

con Alessia Angelillo, Enrica Barel,  Marco Brambilla, Marirosa Celsa, Paolo Garghentino, Pietro Opassi, Daniele Ornatelli, Fabio Paroni,  Robin Scheller

Latte +" è liberamente ispirato al famoso romanzo "A Clockwork Orange" di Anthony Burgess, pubblicato in Gran Bretagna nel 1962, e al memorabile film di Stanley Kubrick "Arancia Meccanica", del 1971.
Nella parabola di Burgess e Kubrick si affermava che
"… è preferibile un mondo di violenza assunta scientificamente a un mondo programmato per essere buono e inoffensivo… Arancia Meccanica doveva essere una sorta di manifesto sull'importanza di poter scegliere".

Partendo da questo manifesto sul libero arbitrio, lo spettacolo propone una visione inquietante del tema della violenza umana che non è provocata da alcun condizionamento esterno ma da una scelta lucida e razionale. L'esigenza dello spettacolo nasce dallo studio di un saggio di Eric Fromm dal titolo "Anatomia della distruttività umana" nel quale lo psicologo tedesco svolge un'indagine globale sulle tendenze dell'uomo alla violenza distruttiva.

Fromm individua due tipi di violenza nettamente distinti tra loro: il primo, benigno-difensivo, che è comune a tutte le specie animali; il secondo, maligno-distruttivo, che è invece peculiare della nostra specie.
Quest'ultimo, privo di scopi biologici, è uno dei sentimenti dell'uomo come l'amore, l'ambizione, la cupidigia. Parallelamente la violenza è per Alex, il protagonista, una passione come la musica, il teatro e la pittura.
L'arte non ha alcuna funzione catartica, è solo un esaltante stimolo per il suo immaginario da esteta del crimine. Alex è un Arlecchino malefico, un edonista della parola e del gesto, anche di quello più bassamente sadico.
I personaggi che animano il suo mondo sono grotteschi, a volte quasi ridicoli, frutto del suo sguardo deformante ed irriverente. Lo spettacolo punta grandi energie sull'elemento visivo e uditivo. Si è sempre di fronte ad una scena ricca di movimento, coi suoi spazi surreali, i suoi giochi di luce, i colori volutamente eccessivi, le video proiezioni e i suoni distorti.
La musica sembra quasi prendersi gioco dello spettacolo entrando a volte in contrasto con gli eventi scenici e passando inaspettatamente tra vari generi: da Mozart ai Pink Floyd.

La messa in scena si muove su piani espressivi eterogenei passando dal comico al drammatico, dalla citazione teatrale (Molière e la Commedia dell'Arte) a quella operistica (Mozart), da quella pittorica (Leonardo da Vinci, Botticelli) a quella circense. Uno spettacolo frizzante, ricco di ironia ed amarezza.

Realizzazione video-animazioni:

 

 

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