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Compagnia Teatri Possibili LE NOZZE DEI PICCOLO BORGHESI di Bertolt Brecht
r egia di Corrado d'Elia Le "Nozze dei piccolo borghesi" è una divertente farsa giovanile dai toni impietosamente grotteschi.
Erano i tempi in cui B. Brecht andava a cantare le sue poesie nelle “Stuben”, le birrerie di Monaco, città nella quale aveva iniziato gli studi di medicina. Ed è priprio durante uno di questi momenti che l'autore sentì una coppia raccontare l'esilarante e agghiacciante storia di un matrimonio cui avevano assistito.
Nello spettacolo, i nove personaggi, accompagnatí dal ritmato incedere delle portate, ci mostrano, complici l'ebrezza del vino e l'euforia del ballo, piccanti retroscena e vergognose ipocrisie familiari.
La forte tensione alla rivolta che accompagnerà tutti gli scritti di Bertold Brecht, è qui già presente per svelare le ridicole vanità dei piccolo borghesi, la loro superficialità, e il perverso gioco delle false apparenze sociali.
Il progressivo distruggersi dell'arredamento "di produzione casalinga", accompagna la distruzione del comune borghese decoro evidenziando senza pietà i lati più meschini e falsi della realtà piccolo borghese.
Costretti in una stanza nera, legati all’inizio da fili come marionette, i personaggi sembrano imprigionati nel loro ruolo. Le azioni sembrano essere pilotate da un demiurgo sconosciuto ed incomprensibile, al volere del quale le ristrette menti dei piccolo borghesi si assoggettano senza porsi domande.
Il gioco dell’apparire è smontato gradualmente fino alla scena finale dove gli sposi resteranno nella loro nudità, in mezzo a mobili sfasciati.
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