Compagnia Teatri Possibili
Romeo & Giulietta
di W. Shakespeare
progetto e regia di Corrado d'Elia
con gli attori della Compagnia Teatri Possibili

La più terribile storia d’amore raccontataci da Shakespeare
(Domenico Rigotti - Hystrio 2003)
Lo spettacolo è nero e passionale, senza scene, dipinto su un fondale pieno di rimandi dell’anima
(Nicla Oldoini - La Stampa – 8 marzo 2003)
Su una scena composta da muri umani che si muovono e si intrecciano al ritmo di un’ossessiva musica trance, raccontiamo la nota vicenda dell’amore di Romeo e Giulietta e dell’odio di due potenti famiglie.
Un frate, esperto alchimista di vita e di morte, conduce esperimenti con alambicchi umani, versando in ampolle vive le sue pozioni animate e scaldando fino all’ebollizione gli animi già infuocati degli uomini.
Allora il tempo si sdoppia e per uno scherzo del destino le ore dei due amanti si sfalsano e si moltiplicano in corse infinite. Così, una lettera che doveva arrivare non arriverà mai e il tempo del risveglio per uno diventa il tempo di morte per l'altro.
Amore e Morte ancora una volta insieme, ad unire per sempre ciò che l'odio avrebbe tenuto eternamente distante: due amanti, parti tenute insieme ma leggermente sfalsate in un'unica, meravigliosa, eterna storia d'amore.
Nella bella Verona …Uno spettacolo magico, per raccontare ancora questa storia bellissima...
Due famiglie, Montecchi e Capuleti, ma soprattutto due generazioni: quella dei ragazzi e quella degli adulti... Due mondi tragicamente incapaci di comunicare tra loro.
Due linguaggi diversi intrecciati a creare un equilibrio delicato.
“...Solo il tuo nome mi è nemico, ma tu sei tu, te stesso, non un Montecchi. Cos'è Montecchi? Non è una mano, né un piede, né un braccio, né una faccia; nessuna parte di un uomo. Cambia nome. Cos'è un nome? Quel che noi chiamiamo rosa avrebbe lo stesso profumo. Così Romeo,anche se non lo chiamo Romeo, conserva un fascino di perfezione, che possiede anche senza quel nome. Oh Romeo, cambia nome e per quel nome, che non è parte di te, prendi tutta me stessa”.