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  TREND 2004-05  
TREND 2004-05

 

dal 31 marzo al 1 maggio - Rassegna Fuori Abbonamento

Trend
Nuove frontiere della scena britannica
V edizione

Rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco

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Uno degli spettacoli più duri, nitidi, commoventi, tragici e moderni che sia apparso sulle scene europee non è fondato su un testo inglese ma su un adattamento, questo sì, perfettamente, paradigmaticamente inglese: è Festen, tratto dall’omonimo film-capolavoro del 1998 del danese Thomas Vintenberg (un trauma della famiglia che fa pensare ai talenti associati di Visconti, von Trier e Norén), con riscrittura scenica di David Eldridge, autore britannico che in un suo testo degli anni ‘90, A Week with Tony, ha inserito una battuta suonante così «Mi hanno portato a vedere uno spettacolo a Chelsea e sono rimasto molto turbato. Pieno di persone che si cavano gli occhi e che si sodomizzano, e non eravamo nemmeno a cinque minuti da King’s Road». Il riferimento chiaro è a Blasted di Sarah Kane, del 1995. Eldridge somatizza il fenomeno Kane, ed è lo stesso che somatizza il fenomeno Festen. Noi in Italia non vedremo mai, almeno non per ora, né il suo testo né una riduzione sua o analoga del film (diamo atto a Edoardo Erba, per dovere di cronaca, di averne ideato una stesura tuttora inedita). Questa “reticenza” del nostro sistema teatrale, questa impassibilità, questo piccolo esempio di malintesa e disattenta autarchia è uno dei buoni motivi che ci muove caparbiamente a tener vivo l’osservatorio d’Oltremanica cui mira “Trend”, rassegna giunta quest’anno alla sua quinta edizione, finestra aperta sui linguaggi, sui temi e sui fenomeni che prendono corpo nella drammaturgia della Gran Bretagna, il bacino di creatività più acuto e ragguardevole di tutta l’Europa, polso dei tempi, della società, delle tensioni e delle crisi. Questo cantiere di consultazione immediata di recenti copioni inglesi, questa realtà di sdoganamento rapido che ha la fiducia sostenitrice dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, ha per il 2005 individuato una coincidenza teatrale (non nuova ma sempre più marcata) di storie di riferimento, di problemi di relazione primaria: è la deriva della famiglia, il nodo scorsoio attorno a cui s’intessono drammi, atti unici, pezzi più o meno demolitori, molesti, poetici, con un male oscuro inconfessabile tra quattro mura. E la prospettiva dell’odierno “Trend”, nella scelta dei testi (quattro, con due brani che formano il dittico di un’unica serata) da proporre in forma di spettacolo compiuto, è stata appunto quella di attenersi a questo stato di scompenso, di perturbazione, di ristagno, di squilibrio, di fuga per una tangente compensatoria altra. Così si spiega l’opzione per Bear Hug di Robin French dove due genitori post-kafkiani cercano di riversare umanità su un figlio-orso, e per Mongoose di Peter Harness dove alla rovescia è un figlio in stretto rapporto con una mangusta a commemorare e risarcire il padre e la madre, atti unici entrambi affidati a Massimiliano Civica; per Dead Hands di Howard Barker con un sodalizio in lutto per la morte di un padre compianto dalla compagna-amante e dai figli invaghiti di lei, lavoro su cui si concentra Pierpaolo Sepe; e per Take Me Away di Gerald Murphy con il misterioso incontro tra fratelli e padre apparentemente a parlare di una madre dalla vita isolata e malata e invece riuniti per uno show down di sconfitte, intreccio ad uso di Gloriababbi Teatro con la regia di Filippo Dini. Le due letture che per tradizione completano il quadro riguardano Flush di David Dipper, una miscela di poker-frustrazioni-sentimenti di cui s’occupa Imogen Kusch, e Have I None che è un testo da noi sconosciuto dell’unico drammaturgo decano (e ben noto in Italia) della rassegna, Edward Bond, con un’allucinazione a tre ambientata nel 2077 su cui interviene il regista (anche autore) Luciano Colavero. Per dovere d’informazione, va precisato che all’asse Roma-Londra si inscrive Dead Hands messo in scena poco tempo fa dallo stesso autore Barker al Riverside Studios, e al doppio asse con Edimburgo 2004 e con Londra 2005 (repliche terminate l’11 marzo al Bush) appartiene Take Me Away.
Rodolfo di Giammarco 

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