Tiziana Bergamaschi torna a lavorare sul contemporaneo creando figure femminili di profondo spessore creativo.

GIORNO&ORA: giovedì (feb/giu) orario 19.30/23.30 inizio corso 16 febbraio - termine corso 29 giugno CORSO AL COMPLETO
Data di rappresentazione 30 giugno presso Teatro Libero
DOCENTE: Tiziana Bergamaschi


Presentazione a cura di Tiziana Bergamschi

E’ possibile per il teatro parlare della contemporaneità senza esserne sopraffatto ed eventualmente attraverso quale linguaggio scenico e verbale può parlarne? Qual è il ruolo del cosiddetto Teatro sociale? Dopo aver studiato e messo in scena un autore come Pasolini, che ha cercato di rispondere a queste domande in anni ormai passati, abbiamo voluto continuare nella nostra ricerca. Noi viviamo in una città un tempo conosciuta per le sue industrie e che in questi anni ha sempre più ceduto il passo al terziario dimenticando la sua origine operaia. Le donne e gli uomini hanno costruito questa società attraverso il lavoro, nella nostra Costituzione si dice che “l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. E’ ancora vero tutto questo? Come sono cambiati i rapporti tra datori di lavoro e operai? Chi sono i nuovi “padroni”? Nel tempo delle multinazionali, delle fusioni, degli investitori stranieri, con chi si rapportano i lavoratori? La spersonalizzazione dei rapporti ha creato solitudini e insicurezze che sono ancora più deleterie del precariato. Che valore hanno in questo panorama i sindacati? Rappresentano ancora i lavoratori o a loro volta sono diventati dei carrozzoni autoreferenziali?

In questo panorama s’inserisce un discorso ancora più doloroso, che è il lavoro femminile. Le donne non sono tutelate, si parla di “Family day” quando in realtà non c’è alcuna attenzione per chi ha partorito o deve accudire i primi mesi del proprio bambino, anzi le donne madri sono emarginate, trattate come persone che non sanno stare al passo coi tempi. Le donne che lavorano sono meno pagate, a pari grado, degli uomini. Le donne cosa sono disposte a cedere della loro vita per mantenere il lavoro?

Tutte queste domande saranno materiale drammaturgico del TPLab “La Fabbrica” che vuole attraverso testi e testimonianze, ricostruire uno spaccato della realtà lavorativa di oggi. Siamo convinte che il Teatro debba parlare di noi e inoltre abbia il compito di aiutarci a guardare attraverso una lente d’ingrandimento i particolari della vita che spesso ci sfuggono.  


Costo: 2 da € 360
Oppure in soluzione unica: solo € 660

Quota d'iscrizione: € 50


 

Progetti spettacolo passati

Vuoi iscriverti o richiedere maggiori informazioni?

Contattaci allo 02 83 23 182 oppure compila il form seguente.

 Unisciti anche tu alla Community

Ricevi gli inviti agli eventi, le promozioni e le novità sui corsi.