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Progetto spettacolo Fea Bosia
Tratto da “I giganti della montagna di Luigi Pirandello”
Cotrone è un uomo malato, ritirato dal mondo e rinchiuso in una Villa sospesa fuori dal tempo. Attorno a lui vivono gli Scalognati, figure che hanno abbandonato la loro vita precedente per restare lì per sempre, festeggiando il giorno del loro ritiro come un atto definitivo.
Da molto tempo nessuno arriva più da fuori, e l’attesa ha preso il posto del futuro.
L’arrivo della Compagnia della Contessa rompe questo equilibrio fragile. Gli attori appaiono come fantasmi di se stessi: stanchi, pallidi, reduci da un mondo che li ha respinti. Portano con sé qualcosa di nuovo e pericoloso, capace di affascinare e spaventare. Cotrone vede in loro l’ultima possibilità di salvezza: convincerli a restare, a vivere nella Villa, che nel nostro spettacolo diventa un vero e proprio personaggio, capace di accogliere e trattenere.
Da qui nasce lo scontro centrale: a cosa serve l’arte? Deve restare protetta “dentro” o esporsi “fuori”, anche a rischio della distruzione?
Sul fondo incombono i Giganti, presenza oscura e sorda, mentre il tempo della Villa si dilata e costringe a rallentare, a guardare dentro di sé, ai propri sogni.
Cosa accade quando, per paura di perdere tutto, scegliamo di non uscire più nel mondo?