Una cultura che include, connette, rigenera
Da più di trent’anni crediamo che la cultura possa rendere più ricca la vita delle persone e, attraverso le persone, quella di una comunità.

Teatri Possibili nasce nel 1995 intorno al teatro, ma fin dall’inizio il teatro è stato per noi prima di tutto un luogo nel quale incontrarsi. Studiare, provare, sbagliare, esporsi, ascoltare e crescere.
Anno dopo anno migliaia di persone hanno frequentato Teatri Possibili: alcune sono diventate artisti, altre spettatori più consapevoli; alcune cercavano una formazione, altre una passione, delle relazioni, un’occasione per rimettersi in gioco. Da questa esperienza è nata, quasi naturalmente, una grande comunità.
Oggi sappiamo che questa è una delle responsabilità più importanti di Teatri Possibili.
Non pensiamo alla cultura come a qualcosa che qualcuno produce e qualcun altro consuma. La immaginiamo come uno spazio aperto, nel quale si entra e dal quale si possa uscire un po’ diversi da come si era entrati. Per questo crediamo che debba essere prima di tutto accessibile. Il talento, la curiosità e il desiderio di crescere non dovrebbero dipendere dalle condizioni economiche, sociali o culturali di partenza.
Crediamo nel valore dell’ascolto. Una storia individuale, quando trova uno spazio nel quale essere raccontata, può incontrare la storia di qualcun altro. È una delle possibilità più profonde dell’arte: farci riconoscere nell’esperienza di un altro essere umano.
Crediamo nelle differenze. Milano è fatta di lingue, generazioni, provenienze e storie diverse che spesso vivono vicine senza incontrarsi davvero. Per noi includere significa creare uno spazio comune nel quale le differenze possano riconoscersi, confrontarsi e diventare relazione.
Dopo più di trent’anni Teatri Possibili è molte cose: una scuola, un’associazione, una comunità artistica, un teatro, una rete di persone. Ma sotto tutte queste forme continua a esserci la stessa intuizione: l’arte mette le persone in movimento. Le rende più attente, più curiose, più capaci di immaginare ciò che ancora non esiste. È questo che intendiamo per una cultura che include, connette, rigenera.
Una cultura che continua ad aprire possibilità.