4° anno recitazione
4° anni con Nicole Petruzza ed Eugenio Fea Bosia
1) Il corpo, il testo, il personaggio
Quarto anno di teatro avanzato condotto da Nicole Petruzza
Dopo tre anni di formazione l’allievo non comincia più da zero. Ha già incontrato il training, il gruppo, l’improvvisazione, il lavoro sul corpo, la scena, il testo, l’errore, la fatica della ripetizione. Ha già imparato che recitare non significa soltanto “interpretare”, ma stare dentro un processo. Questo nuovo anno nasce dal bisogno di andare oltre le prime acquisizioni e rendere il lavoro più preciso, più personale, più consapevole.
Il centro del percorso sarà il rapporto tra corpo, testo e personaggio. Il lavoro partirà dal corpo. Non dal corpo come semplice “mezzo espressivo”, ma dal corpo come primo luogo dell’azione. Prima ancora di spiegare, l’attore agisce. Si muove, ascolta, reagisce, occupa uno spazio, entra in relazione con gli altri. Da qui nascono ritmo, presenza, tensione, direzione, energia.
Durante l’anno si approfondiranno presenza scenica, ritmo, equilibrio, opposizione, tensione e rilascio, qualità del movimento, rapporto con lo spazio e biomeccanica. L’obiettivo non sarà costruire una forma esterna, ma rendere il corpo più disponibile, più preciso, più pronto a rispondere.
Accanto al lavoro fisico ci sarà un lavoro accurato sul testo. La parola non verrà trattata soltanto come battuta da pronunciare bene. Ogni frase dovrà essere capita, provata, messa in relazione con ciò che accade prima e dopo. Si lavorerà su intenzione, azione, sottotesto, silenzio, conflitto, ascolto dell’altro. Una battuta vive perché qualcuno la dice a qualcun altro, in un momento preciso, per una ragione precisa. Il lavoro sul testo servirà proprio a questo: a capire che cosa muove davvero la parola, che cosa la precede, che cosa produce nella scena.
Il terzo asse del percorso sarà il personaggio: non sarà affrontato come una maschera da applicare dall’esterno, né come un insieme di caratteristiche da mostrare. Si lavorerà invece sulla sua costruzione concreta: come sta in piedi, come cammina, come guarda, come respira, come entra in relazione, che cosa vuole, che cosa nasconde, da che cosa si difende.
Il quarto anno chiede agli allievi una maggiore responsabilità. Chiede di non fermarsi alla prima soluzione, di accettare la correzione, di ripetere, di cercare ancora. Chiede anche una presenza più forte nel gruppo: un lavoro più avanzato ha bisogno di fiducia, attenzione reciproca e disponibilità a sostenere il percorso degli altri.
Le lezioni avranno un carattere pratico. Si lavorerà attraverso training fisico, esercizi, improvvisazioni, analisi del testo, costruzione del personaggio e composizione scenica. Ogni strumento verrà provato direttamente sulla scena, senza separare la tecnica dall’esperienza viva del lavoro. L’obiettivo del quarto anno è aiutare l’allievo a diventare più autonomo, più preciso, più consapevole del proprio modo di stare in scena.
Un anno per approfondire. Per togliere automatismi. Per un attore più libero, più presente, più necessario alla scena e a sé stesso.
N.B. Il corso, condotto da Nicole Petruzza, si rivolge agli allievi che hanno già frequentato con lei gli anni precedenti, oppure a chi possiede una conoscenza approfondita e una reale esperienza della tecnica e del metodo di Jacques Lecoq. È un percorso avanzato e richiede disponibilità, disciplina, ascolto e continuità. Non basta conoscere alcuni strumenti: bisogna avere voglia di rimetterli in discussione, di usarli meglio, di verificarli ogni volta nel lavoro concreto della scena.
CORSO 2026/2027
– martedì h. 19–21 dal 13/10/26 al 15/06/27, docente Nicole Petruzza
2) Cantiere Shakespeare – Oltre il copione
Quarto anno di teatro avanzato condotto da Eugenio Fea Bosia
Shakespeare non è soltanto un autore da studiare o un classico da mettere in scena con rispetto. È una materia ancora viva, piena di passioni, ferite, contraddizioni. Nei suoi testi ci sono il potere, l’amore, la gelosia, il tradimento, la paura, la vendetta, il desiderio di essere riconosciuti. Domande che appartengono a un altro tempo, ma che continuano a parlare al nostro presente.
Cantiere Shakespeare nasce da questa idea: non partire da uno spettacolo già deciso, ma entrare nel lavoro teatrale come in un vero processo di creazione.
Il corso è rivolto ad allievi con una buona esperienza di teatro, che desiderano affrontare un percorso più avanzato, libero e responsabile. L’obiettivo non sarà semplicemente preparare uno spettacolo, ma costruirlo insieme: cercare un tema, attraversarlo, discuterlo, provarlo nello spazio e trasformarlo in azione, parola, relazione, scena.
Il punto di partenza sarà Shakespeare, ma non come monumento intoccabile. Le sue opere diventeranno materiale da interrogare, smontare e reinventare, per capire che cosa ci riguarda ancora oggi e quali domande possiamo portare sulla scena con la nostra voce e con il nostro corpo.
Una prima direzione di lavoro nascerà dal rapporto tra Shakespeare e la scrittura contemporanea. Alcuni grandi autori hanno riscritto le sue opere trasformandole in romanzi. Noi proveremo a compiere il percorso inverso: partire da quelle riletture moderne e riportarle verso il teatro, osservando come cambia una storia quando cambia linguaggio.
La seconda direzione partirà dal corpo. Shakespeare ha creato figure fisicamente potentissime: corpi segnati, esclusi, desiderati, deformati, feriti, stranieri, ambigui. Il corpo di Riccardo III, che trasforma la propria diversità in potere. Il corpo leggero e animale di Puck. Il corpo solo e straniero di Otello. Il corpo perseguitato di Shylock. Il corpo violato e muto di Lavinia. Il corpo misterioso delle streghe di Macbeth.
Da questi corpi potranno nascere personaggi, scene, immagini e parole. Non partiremo solo dal testo, ma da ciò che accade quando un corpo entra nello spazio, viene guardato, respinto, desiderato, temuto o escluso. Prima il gesto, poi la parola. Prima la presenza, poi la forma.
Da ottobre a gennaio il gruppo lavorerà sulla ricerca: letture, discussioni, improvvisazioni, scrittura, prove nello spazio. Da febbraio a giugno il materiale raccolto diventerà spettacolo: una drammaturgia originale da mettere in corpo e in voce fino alla costruzione finale.
Il corso chiede presenza, ascolto, coraggio e desiderio di mettersi in gioco. In un vero cantiere teatrale non si arriva soltanto per eseguire qualcosa che qualcun altro ha già deciso. Si arriva per cercare, proporre, scegliere, rischiare, assumersi una responsabilità artistica.
Cantiere Shakespeare è un percorso per chi sente il bisogno di fare un passo in più: non essere soltanto interprete, ma parte viva di una creazione.
CORSI 2026/2027
– martedì h. 21–23 dal 13/10/26 al 08/06/27, docente Eugenio Fea Bosia [ULTIMI POSTI]
N. max partecipanti: 14
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